20 November 2012

BRUT: BEYOND THE OUTLINE at MACT/CACT

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Martin Disler, Gerinnendes selbst, 1986 (Collezione privata, Svizzera. Courtesy MACT/CACT)



BRUT: BEYOND THE OUTLINE
Selina Baumann, Giona Bernardi, Anna Choi, Paul DeFlorian, Pier Giorgio De Pinto, Martin Disler, Francesca Guffanti, Csaba Kis Róka, Parapluie, Valter Luca Signorile, Eduardo Tachado

Vernissage__sabato 24 novembre 2012 dalle 17:30

24 novembre 2012 – 3 febbraio 2013 / ve-sa-do_14:00-18:00

[MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino rimane chiuso per festività natalizie dal 24 dicembre 2012 all'11 gennaio 2013.]


Continuo a chiedermi se l’artista, o più genericamente l’uomo stigmatizzato dal desiderio creativo, sia fondamentalmente o meno un animale solitario, uno Steppenwolf notturno e nottambulo, capace di oggettivare il suo universo soggettivo e individuale, per riproiettarlo, spalmandolo, sulla società che lo circonda e che cambia. Nell’isolamento del creatore, la lettura della sua opera si modifica, attraverso il tempo, permettendo al messaggio artistico di seguire i criteri di un’osmosi circolare e di ritorno. Oppure, se il creatore non sia, invece, un’(id)entità al di sopra del sé individuale; un elemento inconsapevole che appartiene a una dimensione universale. È un quesito ricorrente che torna ciclicamente e durante i secoli.
In maniera ancora più isterica e raffinata ci si chiede quale possa essere stato questo spostamento da una società che non cercava di spiegare l’inspiegabile verso un’altra, quella dei lumi e del mercato, che cercò di razionalizzare l’irrazionale. Dalla Rivoluzione borghese fino ad arrivare al Secolo breve – sicuramente uno dei periodi peggiori per quanto riguarda il concetto di bruttura estetica, faciloneria artistica, pretesto concettuale, imbruttimento delle dignità dell’essere umano e svuotamento dei significati –, ecco che la concezione di valore si è ampiamente modificata, per cui l’approccio analitico a ogni costo e una lettura storico/sociologica hanno fondamentalmente sostituito un’interpretazione più filosofica e autenticamente creativa del pensiero in generale. Un secolo laddove l’invenzione delle avanguardie ha infine creato mode e mercato, modelli e coerenze linguistiche in caduta libera fino a toccare, se non farsi superare, da un reale concimato da una filiazione e riproducibilità ingombrante, mettendo contemporaneamente la stessa avanguardia/moda in uno stato di menopausa perniciosa e conclamata dal mercato stesso, che ha finito viepiù per nutrire la cultura dell’ignoranza.

































Valter Luca Signorile, QARÀ 00:02:30:72, 2008



La mostra BRUT: BEYOND THE OUTLINE che il MACT/CACT ARTE CONTEMPORANEA TICINO apre il prossimo 24 novembre 2012 alle ore 17:30 intende investigare attraverso una varietà di artisti il soggettivo e l’universale all’interno del confronto mercato/prodotto/produzione di massa. Gli artisti presi in esame operano in bilico tra la rimessa in discussione della forma, sia nella pittura e scultura, che adoperando tutti gli altri linguaggi. L’equilibrio dell’universo interiore con la morfologia e necessità sociale, fanno in modo che gli aspetti iconologici dell’arte ridiventino preponderanti in rapporto al reale. In tal senso si potrebbe parlare di interiorizzazione e di metabolizzazione del reale fino a superarlo, riportandolo alla sua radice primaria e primitiva, gestuale, liturgica e danzante. Nella quasi perdizione di coscienza nell’atto e nella liturgia del fare, gli artisti ritrovano quel mondo oscuro che rappresenta un’antirealtà, un’asocialità nel verso di una verità assoluta e assolutista.


























Anna Choi, In the Flatland-IIIFX, 2012



BRUT: BEYOND THE OUTLINE
Selina Baumann, Giona Bernardi, Anna Choi, Paul DeFlorian, Pier Giorgio De Pinto, Martin Disler, Francesca Guffanti, Csaba Kis Róka, Parapluie, Valter Luca Signorile, Eduardo Tachado

Vernissage__Saturday 24 November 2012 at 5.30 p.m.

24 November 2012 – 3 February 2013 / Fri-Sat-Sun_2.00 - 6.00 p.m.

[MACT/CACT Contemporary Art in Canton Ticino remains closed during the Christmas celebrations from December the 24th 2012 until January the 11th 2013.]


I never cease to wonder whether the artist, or more in general any human being who has been bitten by the creative bug, is fundamentally a solitary animal, a nocturnal, night-walking Steppenwolf, who is capable of taking his subjective, individual world and rendering it objective, so as to spread it and re-project it on the changing society around him. In the isolation of the creative, the way his work is interpreted changes with time, enabling the artistic message to comply with the criteria of a circular osmosis and of a return. Or, on the other hand, whether the creative is or is not an (id)entity above the individual id; an unconscious element belonging to a universal dimension. This is a question that has been coming back time and again at regular intervals for centuries.

















Pier Giorgio De Pinto, Wunderwand #1 out of the project Kunstformen der Natur, 2012


An even more hysterical, yet refined interrogative concerns the form that may have been taken by this shift away from one society that made no attempt to explain the inexplicable and towards another, the society of enlightenment and the market, that tried to rationalise the irrational. From the Bourgeois Revolution to the Short Century – unquestionably one of the worst of periods with regard to the concept of aesthetic ugliness, artistic superficiality, conceptual pretext, the brutalisation of the dignity of the human being and the emptying of meanings – the entire conception of value has undergone substantial modification, with the result that an analytical approach at all costs and an historical and sociological reading have fundamentally replaced a more philosophical and authentically creative interpretation of thinking in general. It was a century when the invention of the avant-gardes ultimately created fashions and markets, models and linguistic coherence in a complete free-for-all, to the point of verging on – if not being overtaken by – a reality fertilised by a cumbersome reproducibility and filiation, while at the same time putting the self-same avant-garde/fashion in a state of pernicious menopause rendered self-evident by the market itself, which has ended up moreover promoting the culture of ignorance.























Csaba Kis Róka, Hunger and Anger, 2012 (Courtesy acb Gallery, Budapest)



The exhibition BRUT: BEYOND THE OUTLINE, due to be inaugurated by the MACT/CACT CONTEMPORARY ART IN CANTON TICINO on 24 November 2012 at 5.30 p.m., sets out to investigate how a variety of artists get to grips with the subjective and the universal in the framework of the confrontation between the market, the product and mass production. The artists in question operate on a knife-edge, where they question form, both in both painting and sculpture and in the application of all other languages. By balancing their intimate selves with social necessity and morphology, they induce the iconological aspects of art to take back their preponderant role in relation to reality. In this sense, it is possible to theorise that reality is internalised and metabolised to the point of being overcome and brought back to its primordial, primitive root, of gesture, liturgy and dance. In what verges on a perdition of consciousness in the act and the liturgy of making, these artists unearth the obscure world that constitutes an anti-reality, an asociality poised towards an absolute, absolutist truth.

Mario Casanova, 2012 [translation Pete Kercher]



Il MACT/CACT è sostenuto finanziariamente e culturalmente da Repubblica e Cantone del Ticino, Città di Bellinzona, Alfred Richterich Stiftung Kastanienbaum, Immobiliare Bellinzona, amici del MACT/CACT, gli artisti.
Un particolare ringraziamento a acb Gallery Budapest, Katz Contemporary Zürich, Schau Ort Zürich.

MACT/CACT is financially and culturally supported by Repubblica e Canton Ticino, Città di Bellinzona, Alfred Richterich Stiftung Kastanienbaum, Immobiliare Bellinzona, Friends of MACT/CACT, the artists.
The exhibition was possible thank to acb Gallery Budapest, Katz Contemporary Zürich, Schau Ort Zürich. 

07 November 2012

ATTIVITA' DIDATTICHE al MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino_Inverno 2012/13

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ATTIVITA' DIDATTICHE AL MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino.
Inverno 2012/13

Iniziano i corsi e le attività didattiche promosse dal MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino per il prossimo inverno.
Corsi di base/intermedi/avanzati per grafica e multimedia con:

  • Adobe Photoshop
  • Adobe Illustrator
  • Adobe InDesign
  • Adobe Premiere


Essi possono essere combinati con corsi paralleli per promozione e diffusione del proprio lavoro attraverso il web.
Gestione digitale del proprio archivio professionale. Per opere d’arte visiva (pittura, scultura, fotografia analogica, scrittura critica, progetti curatoriali) che digitali (installazioni multimediali, performance, immagini digitali, arte video, film e cortometraggi, arte interattiva).
Come creare un proprio blog e promuovere il proprio lavoro.
Come presentare e inserire in rete il proprio lavoro artistico attraverso foto, video, slideshow, e-book sfogliabili.
Come creare un book/catalogo sia virtuale sia cartaceo dei propri lavori artistici (ideazione layout, editing digitale dei contenuti ed eventuale stampa cartacea).
Come preparare i file per andare in stampa con le aziende di stampa digitale (profili colore e settaggi dei file di stampa). Studio dei materiali e supporti  di stampa, tecniche di stampa digitali e tradizionali.
Come preparare i file video per archiviare il proprio lavoro. Preparazione dei formati digitali video, compressioni, profili e supporti per far realizzare, da aziende specializzate, un archivio video in betacam.
Creazione di un Blog e di una pagina personale nel social networking. Hobby e passioni amatoriali da presentare nel web.
Preparare i contenuti multimediali: Editing base di correzione fotografica e montaggio video con i programmi forniti in dotazione con un PC o con un Mac.




Per le specifiche di ogni corso (costo, durata, luogo di svolgimento) si prega di contattare il responsabile Pier Giorgio De Pinto scrivendo a piergiorgio.depinto@cacticino.net o telefonare a +41 (0)91 825 40 85 (ufficio) o +41 (0)79 964 33 05 (P.G. De Pinto).

[Prezzo ridotto per tesserati MACT/CACT]




Corsi base per adulti
Piattaforma Windows e sue dotazioni di base (programmi ed applicazioni multimediali)
Piattaforma Mac e sue dotazioni di base (programmi ed applicazioni multimediali)
Navigazione Internet con i principali browser. Ricerche con i principali motori di ricerca.
Pacchetto Microsoft Office base per Word, Excel, Power Point
Uso della stampante e preparazione file di stampa
Fotografia digitale, preparazione file (dalla fotocamera al computer), editing, diffusione via web e stampa cartacea.
Video digitale, preparazione file, (dalla telecamera al computer), editing, diffusione via web e creazione di un supporto DVD.





The MACT/CACT Contemporary Art in Canton Ticino is promoting courses and didactic activities during Winter 2012/13.
Basic/intermediate/advanced courses of graphic designer and multimedia with:

  • Adobe Photoshop
  • Adobe Illustrator
  • Adobe InDesign
  • Adobe Premiere


The previous mentioned courses can be combined with parallel ones about:
Promotion of your own work through the web.
Digital management of your own professional archives for such work as painting/sculpture/analogic photography/critical texts/curatorial projects or digital ones like multi-medial installations, performance, digital images, video art, film and short films, interactive art.
How to create your own blog and promote your own work.
How to present and put in Internet your own artistic work through photos, video, slideshow, e-book to leaf through.
How to create a book/catalogue, both virtual as well as on paper, of your own art works (layout design, digital editing of the contents ready to be printed on paper).
How to prepare files for companies ready to be printed digitally (colours, files set-up etc.). Acknowledge of printing equipment, techniques of digital and traditional printing.
How to prepare video files in order to record your own work. Preparation of the digital video formats, as well as compressions, profiles and supports in order to make – through professional business – a Betacam video records.
How to create a Blog and a personal profile within a social Network. How to introduce and present yourself in Internet.
How to set up multi-medial contents: basic knowledge of photographic correction, video editing (with PC or Mac compatible programs).




Basic courses for adults
Platform Windows and its programs as well as multimedial applications.
Platform Mac and its programs as well as multimedial applications.
Internet navigation using the main browsers. Researches with the main search engines.
Basic package Microsoft Office for Word, Excel, Power Point.
Use of the printer and preparation of the files to be printed.
Digital photography, preparation of files (from photo camera to computer), editing, web and print on paper.
Digital video, preparation of files (from film camera to computer), editing, web and creation of a DVD.

For any enquiries about the courses (fees, courses length, venue) we kindly ask you to contact the responsible and coordinator Pier Giorgio De Pinto at piergiorgio.depinto@cacticino.net or calling +41 (0)91 825 40 85 (office) or dialling +41 (0)79 964 33 05 (P.G. De Pinto).


[Reduced fee for MACT/CACT's members]




30 October 2012

IL CORPO SOLITARIO. L'AUTOSCATTO a Palazzo del Duca, Senigallia

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Stefania Beretta, 1# Self-Portrait London, 2005



IL CORPO SOLITARO. L’autoscattO.

Emanuela Barbi, Stefania Beretta, Isabella Bona, Maria Bruni, Marina Buratti, Maurizio Cesarini, Marco Circhirillo, Antonio D’Agostino, Pier Giorgio De Pinto, Moria De Zen, Francesca Della Toffola, Luigi Di Sarro, Isabella Faldo, Rosalia Filippetti, Giovanni Gaggia, Lucia Gangheri, Debora Garritani, Werther Germondari, Milena Giacomazzi, Tea Giobbio, Libera Mazzoleni, Miss Tumi-Stufi, Maria Mulas, Sabrina Muzi, Simona Palmieri, Monica Palumbo, Virginia Panichi, Elisa Pavan, Sara Pellegrini, Stella Pellegrini, Andreina Polo, Edoardo Romagnoli, Lavinia Stefanini, Alessandra Tescione, Mona Lisa Tina, Marilena Vita, Rita Vitali Rosati, Emiliano Zucchini.

a cura di Giorgio Bonomi

Vernissage: sabato 3 novembre 2012 alle ore 18.00

Palazzo del Duca, Senigallia
3 – 18 novembre 2012


In questa mostra, che prende l’idea dal recente libro del curatore Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea, Editore Rubbettino, si presentano artisti che con la fotografia hanno messo in pratica le modalità dell’autorappresentazione, spesso evidenziando una poetica di “solitudine”.
Si parte dal proprio corpo come elemento primario di sé e, soli con se stessi, si ricerca una rappresentazione che può essere “reale” o “possibile”, tragicamente data o felicemente ipotizzata.
Per “autoscatto” si intendono tutte le forme possibili con cui questo può realizzarsi: dall’autoscatto vero e proprio (con il temporizzatore, con la macchina fotografica in mano, con il flessibile, con il telecomando) alla fotografia realizzata da un assistente il cui compito è meramente esecutivo: così possiamo usare molte definizioni, per le realizzazioni ottenute con questa tecnica che è anche una poetica, come “autoritratto”, “percezione di sé”, “identità”, “allo specchio”, e molte altre, per quel concetto di “autorappresentazione” che l’artista, da sempre, ha tentato.
La pratica dell’autoscatto è enormemente diffusa in tutto il mondo, soprattutto negli ultimi anni, qui si presentano un ristretto, ma significativo gruppo di artisti, in prevalenza di genere femminile infatti, altra caratteristica del campo dell’autoscatto è proprio le numerosa presenza femminile europea che, al di là delle differenze, anche anagrafiche, hanno tutti un notevole curriculum artistico e professionale di livello internazionale.


Pier Giorgio De Pinto, Episodic Nature of Myself, 2009


È caratteristica dei nostri tempi l’apparizione di un modo nuovo di riflessione sulla propria identità, sul proprio corpo, sulla conoscenza di sé. Finito lo “scandalo”, finita la necessità ontologica di una autodefinizione, l’artista ha cominciato a indagare su se stesso come oggetto di conoscenza, da un lato, e come soggetto di narrazione, dall’altro: la metodologia dell’autorappresentazione è apparsa la più funzionale e la più appropriata per simili operazioni; la stessa componente narcisistica, certamente presente, assume un valore diverso se leggiamo il mito greco non come esempio di futile vanità (Narciso muore affogato o di consunzione, a seconda delle versioni, perché innamorato di sé) bensì come esemplificazione dell’operazione del conoscere, cioè il percepire l’altro da sé (ciò che sta davanti al soggetto conoscente) e comprenderlo (che, etimologicamente, significa “prendere insieme”, “afferrare”), per cui Narciso muore nel tentativo di “afferrare” la sua immagine “riflessa” sull’acqua proprio per conoscere se stesso, cioè con l’“autoriflessione”, e si consideri che possiamo conoscere la parte più significativa del nostro corpo – il volto – solo con lo specchio, che ci “riflette”: con il mito di Narciso si evidenzia che il desiderio di conoscere comporta rischi estremi, fino alla morte, come insegna anche l’altro grande mito sulla conoscenza, l’Ulisse dantesco.
È evidente che in questa odierna società, sempre più spersonalizzata e basata sull’immateriale, il percorso di riappropriazione non può che partire da se stessi e dal proprio corpo: l’autorappresentazione, quindi, permette di evitare mediazioni, funziona come “specchio”. Un altro dato interessante consiste nel fatto che, come si è accennato, tra gli artisti che usano l’autorappresentazione, sono prevalenti le donne, per spiegare il fenomeno possiamo ricorrere a tutte le categorie indicanti le caratteristiche femminili: intimità, riservatezza, immediatezza, pudore, e così via, se non le interpretiamo in modo mellifluo e se accettiamo la lezione del femminismo più accreditata che prevede non l’uguaglianza bensì l’esaltazione delle differenze di genere.
Infine, ma a rigor di logica sarebbe la prima domanda da cui partire, dobbiamo chiederci: perché proprio la metodologia dell’autorappresentazione? Riteniamo che, oltre alle motivazioni sopra esposte, questa forma di rappresentazione/espressione permetta all’artista di unificare soggetto ed oggetto senza mediazioni e di usufruire di una completa “solitudine” nell’atto creativo. Se, infatti, quando l’artista riprende una realtà altra con la camera fotografica, abbiamo l’ingranaggio di tre elementi – il soggetto che riprende, la macchina, l’oggetto ripreso – con l’autoscatto il primo e il terzo si unificano quasi fagocitando, per così dire, il secondo. Tutto ciò permette di evitare, almeno a livello concettuale e metodologico, ogni interferenza esterna, positiva o negativa, e l’autore si trova “solitario” e carico di una responsabilità, etica ed estetica, maggiore e con una dose assai più ampia di rischio: ma la sfida crediamo, come si può vedere anche in questa mostra, ha dato risultati assai interessanti.

Giorgio Bonomi, 2012





THE SOLITARY BODY: SELF-PORTRAITURE.

Emanuela Barbi, Stefania Beretta, Isabella Bona, Maria Bruni, Marina Buratti, Maurizio Cesarini, Marco Circhirillo, Antonio D’Agostino, Pier Giorgio De Pinto, Moria De Zen, Francesca Della Toffola, Luigi Di Sarro, Isabella Faldo, Rosalia Filippetti, Giovanni Gaggia, Lucia Gangheri, Debora Garritani, Werther Germondari, Milena Giacomazzi, Tea Giobbio, Libera Mazzoleni, Miss Tumi-Stufi, Maria Mulas, Sabrina Muzi, Simona Palmieri, Monica Palumbo, Virginia Panichi, Elisa Pavan, Sara Pellegrini, Stella Pellegrini, Andreina Polo, Edoardo Romagnoli, Lavinia Stefanini, Alessandra Tescione, Mona Lisa Tina, Marilena Vita, Rita Vitali Rosati, Emiliano Zucchini.

curated by Giorgio Bonomi

Vernissage: Saturday 3 November 2012 at 6.00 p.m.

Palazzo del Duca, Senigallia
3 – 18 November 2012


The exhibition is based on the most recent book by the philosopher Giorgio Bonomi: Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea (Solitary Bodies. The Self-Portrait in Contemporary Photography), published by Rubbettino. A selection of works by authors cited in the book, in whose work self-representation is manifest as a significant statement, will be shown.
Many of those works come under the heading of poetic loneliness – Solitude.


Stefania Beretta, 1# Self-Portrait London, 2005


The point of departure is the photographer’s own body. Alone, with just themselves for company, they use the body as the primary element of artistic discourse for developing representation, which may appear ‘real’ or ‘possible’, may tragically surrender or be the visualisation of a felicitous hypothesis. The term ‘self-timer’ subsumes all forms of photographic expression leading to self- portraits (timed or untimed exposure, hand-held or tripod-steadied camera, aided by Telecommander software, with or without the assistance of another person): technique fuses with poetry as self-portraits, perceptions of self, identity or mirror – concepts that are constants in art. Even though the range of this exhibition encompasses the world, notably contemporary stances, it concentrates on a small group of outstanding artists, primarily women art photographers of international renown since this is where the self-timer-produced picture comes into its own – overriding cultural or biographical differences. Characteristically, the need for reflection on one’s own identity, body and body consciousness is currently gaining in significance. Any whiff of ‘scandal’ that might be associated with this need is a thing of the past so an ontology of auto- definition is unnecessary. On the contrary, this is research that focuses on the self as partner, as the subject of narration. On the other hand, the methodology of self-representation has proven its functional worth and is suited to a wide variety of performances.
The narcissistic component, although present, is displaced if we interpret the Greek myth not as trivial vanity (Narcissus drowns himself or starves to death, depending on the version used, because he is in love with himself ) but rather as symbolising a process leading to self-awareness, i.e. as promoting knowledge that transcends the self, comprehension and consciousness in a deeper sense. Narcissus dies in an attempt to grasp or understand. We know the focal point of our bodies, our faces, only with the aid of a mirror. Hence the Narcissus myth illustrates the circumstance that the desire for self-knowledge is linked with dangers so great that they can lead to the seeker’s death, as Dante’s Odysseus so tellingly shows.

It is quite obvious that in today’s society the recovery of a lost identity or affirmation of identity must begin with the self and one’s own body. Eliminating intermediaries, self-representation functions as a mirror. It takes into consideration intimacy, reticence, immediacy, modesty, etc – characteristics that appeal to many artists, both men and women. Self-representation makes possible the union of object and subject and concretises it in an intimate dialogue with extrinsic factors excluded. The artists whose works are shown here are committed to an enhanced level of responsibility, on both the ethical and the aesthetic planes, a stance at once risky and provocative: meeting this challenge has led to intense and convincing works.

Giorgio Bonomi, 2012



Giorgio Bonomi è nato a Roma nel 1946, vive a Perugia. Dopo un periodo di studi e scritti di filosofia politica, tra cui il libro Partito e rivoluzione in Gramsci, ed. Feltrinelli 1973, la collaborazione a “il Manifesto”, si è dedicato all’arte contemporanea come critico, curatore di mostre, saggista e fondando e dirigendo la rivista “Titolo”. Ha diretto il Centro Espositivo della Rocca Paolina di Perugia dal 1994 al 1999. È stato il Direttore della Fondazione Zappettini (Chiavari e Milano) che si occupa della pittura analitica, e della  Biennale di Scultura di Gubbio. Tra le circa duecento mostre curate in Italia e all’estero, ricordiamo: Plessi; Beuys. Difesa della Natura; le Biennali di Scultura di Gubbio del 1992, 1994, 2006, 2008; 3 X Monochrom: Fontana, Manzoni, Pinelli; Pittura 70. Pittura pittura e astrazione analitica. Dirige la Collana Arte contemporanea di Rubbettino Editore, presso cui ha pubblicato gli ultimi suoi due libri, La disseminazione. Esplosione, frammentazione e dislocazione nell’arte contemporanea; Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea.

Giorgio Bonomi was born in Rome in 1946, lives and works in Perugia. After university, writings in political philosophy, including Partito e rivoluzione in Gramsci, published by Feltrinelli, 1973, and collaboration with il Manifesto before devoting himself to contemporary art as a critic, curator, writer and general editor of the contemporary art periodical Titolo. Director of the Centro Espositivo della Rocca Paolina in Perugia from 1994 until 1999. Director of the Fondazione Zappettini (Chiavari and Milan), focusing on analytical painting, and head curator of the Biennale di Scultura di Gubbio (Gubbio Sculpture Biennale). He has curated some 200 exhibitions, including: Plessi; Beuys. Difesa della Natura; the Biennali di Scultura di Gubbio 1992, 1994, 2006, 2008; 3 X Monochrom: Fontana, Manzoni, Pinelli; Pittura 70. Pittura pittura e astrazione analitica. General editor of Collana Arte contemporanea at Rubbettino, where his most recent writings have been published: La disseminazione. Esplosione, frammentazione e dislocazione nell’arte contemporanea; Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea.