08 January 2014

COMBINATIONS: REFLECTING ON SILENCE / Margret Eicher, Fabrizio Sacchetti, Christian Zucconi


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ACCOSTAMENTI. RIFLESSIONI SUL SILENZIO.
Margret Eicher, Fabrizio Sacchetti, Christian Zucconi

Vernissage__sabato 1. marzo 2014 dalle 17:30

1 marzo – 6 aprile 2014; ve-sa-do dalle 14:00 alle 18:00



ACCOSTAMENTI. RIFLESSIONI SUL SILENZIO è la prima mostra che il MACT/CACT inaugura nel 2014. Tre sono gli artisti esposti: Margret Eicher, Fabrizio Sacchetti, Christian Zucconi.







Fotografia, video e arazzi di grande formato sono le tecniche usate dagli autori, che affrontano temi attorno all’identità di una società in cambiamento scostandosi precisamente dai mezzi utilizzati. In generale si constata viepiù la perdita di potere di un linguaggio artistico autoreferenziale, che contraddistinse – a partire dagli anni Settanta – gran parte della produzione artistica, intrisa di fratellanze ed epigoni pericolosi. Se la tecnologia, la tecnica e la macchina hanno in qualche modo e per qualche moda dato origine, se non indurla, a un’estetica ormai consunta di matrice concettualistica ormai svuotatasi di senso logico, oggi è altresì vero che le capacità linguistiche di un autore non bastano a giustificarne l’etichetta di artista.
La ricerca di temi espressi con una capacità esecutiva esemplare sembra riportarci a ciò che i curatori chiamerebbero Retroguardia, allorquando la rappresentazione e l’esaltazione del ‘concettuale’ sembrano liofilizzarsi in residenze d’artista. Argomentare di intermittenze, di cerchiatura del cerchio e quadratura del quadro, un pappagallo sul plinto, nonché l’applicazione di nozioni accademiche per disegnare tende non paiono ormai più il criterio di giudizio dell’arte del futuro. Ci siamo anche abituati a liberarci dell’idea che l’arte non possa essere oggettivamente funzionale.

Per la seconda volta Fabrizio Sacchetti (1969) espone al MACT/CACT suoi lavori fotografici e video, che per natura si rivolgono al suo universo interiore attraverso una sorta di mappatura del proprio corpo. I lavori fotografici risalgono ai primi anni Novanta, quando il confronto con la digitalizzazione ad-effetto-speciale in ambito fotografico era una eventualità remota per un giovane artista. Il risultato è sorprendente e il video lacrimAzione è in qualche modo la chiusura di un periodo.



Christian Zucconi, Cenere, 2013. Copyright Christian Zucconi.



Anche Christian Zucconi (1978) è al suo secondo intervento presso il nostro Istituto, dove egli presenta – questa volta – ritratti fotografici di grande formato. Cenere, questo il titolo che raccoglie una serie di alcune decine di lavori, è costituito da scatti dedicati al corpo, tema caro allo scultore italiano, e al suo riflesso psicologico. Come cariatidi, essi sembrano portare su di sé la Storia e le storie del mondo.

Racconto epico, espresso con una chiave di lettura contemporanea, gli arazzi dell’autrice tedesca Margret Eicher (1955) documentano il decorrere degli avvenimenti sociali e politici della nostra società civile e istituzionale recente. I suoi lavori sono quasi esclusivamente di grande formato, dove la ripresa della tradizione dell’arazzo antico fusa con la rappresentazione di argomenti della cronaca quotidiana ridanno alla lettura dei temi trattati quella drammaticità e capacità interpretativa che spesso viene vanificata dall’esagerato consumo di immagini. Attraverso il linguaggio artistico e una intelligente applicazione dell’arte, la Eicher riesce a renderci attenti spettatori di ciò che ci circonda.


Mario Casanova, 2014


Fabrizio Sacchetti, Untitled-head, 1995. Copyright Fabrizio Sacchetti.



COMBINATIONS: REFLECTING ON SILENCE
Margret Eicher - Fabrizio Sacchetti - Christian Zucconi

Vernissage__ Saturday 1 March 2014 at 5.30 p.m

1 March – 6 April 2014; Fri-Sat-Sun from 2.00 p.m. until 6.00 p.m.



COMBINATIONS: REFLECTING ON SILENCE is the first exhibition to be inaugurated in 2014 by the MACT/CACT. Three exhibiting artists are featured: Margret Eicher, Fabrizio Sacchetti and Christian Zucconi.

Photography, video and tapestry in large formats are the techniques used by the artists, who tackle the issues raised by the identity of a changing society, starting out from the media they use. What we generally find is a depreciation in the vitality of self-referential artistic language that was a characteristic trait, from the seventies onwards, of a substantial part of artistic output, which was fraught with perilous imitations and relationships. While technology, technique and machines have somehow and to a certain extent at least given rise to – where they have not induced –a now somewhat tarnished aesthetic with a conceptualist matrix now drained of all logical meaning, it can be said with equal truth today that a creative’s linguistic capacities are not enough to justify the epithet of artist.
The quest for themes that are expressed with exemplary skill of execution would appear to point us back towards what curators might dub a ‘retro-garde’, in which the representation and exaltation of the conceptual seems to be freeze-dried in the principle of the artist-in-residence. To discuss intermittences, the rounding of the circle or the squaring of the square, a parrot on a perch and the application of academic notions to design curtains no longer qualifies as the criterion for appraising the art of the future. We have also shaken off the deadwood of the idea that art cannot be objectively functional.

This is the second time that Fabrizio Sacchetti (1969) is being hosted by the MACT/CACT to show his photography and video work, whose nature is to employ a form of mapping of his own body for the purpose of addressing his inner universe. The photographic works date back to the early nineties, when a comparison with special-effect digitalisation in photography was still a distant prospect for a young artist. The result is surprising, while the video entitled Tear-action somehow expresses the end of an era.



Margret Eicher, Untergang der Hoffnung, 2012. Digitale Montage/Jacquard. Courtesy the artist.



Christian Zucconi (1978) is also showing for the second time in our institution, where this time he is presenting large format photographic portraits. Ash is the title of this series of several dozen works, comprising shots focusing on the body, a topic close to the Italian sculptor’s heart and his psychological reflexes. Like so many caryatids, they seem to bear the weight of the world’s History with a capital H, as well as of its lesser human histories.

An epic take is told in a contemporary key by the tapestries created by Germany’s Margret Eicher (1955), creating a documentary record of the recent social and political vicissitudes of our civil and institutional society. Working almost exclusively in large formats, she revives the tradition of antique tapestry, blending it with a representation of topics taken from everyday news features to restore interpretative capacity to the topics depicted, with a sense of drama that is often lost by the visual pollution of today’s image overload. Using artistic language and an intelligent application of art, Eicher succeeds in calling her spectators’ attention to their surroundings.

Mario Casanova, 2014 [translation Pete Kercher]



MACT/CACT Suisse enjoys the financial and cultural support of Republic and Canton of Ticino/Swisslos, MIGROS percento culturale, City of Bellinzona, Alfred Richterich Stiftung Kastanienbaum, Friends of MACT/CACT, the Artists.




Christian Zucconi, Silence, 2013 (video). Copryright Christian Zucconi.



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