01 April 2015

PERSPECTIVES 1: ARTISTS IN THE MATASCI COLLECTION / Edmondo Dobrzanski, Ennio Morlotti, Varlin (Willy Guggenheim) / 30 May - 9 August 2015




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PERSPECTIVES 1: ARTISTS IN THE MATASCI COLLECTION.
Edmondo Dobrzanski, Ennio Morlotti, Varlin (Willy Guggenheim)

Vernissage: Saturday 30 May 2015 from 5.30 p.m.

30 May – 9 August 2015
Fri-Sat-Sun from 2.00 to 6.00 p.m.



Varlin (Willy Guggenheim, 1900-1977), Livia, 1955. Matasci Art Collection, Switzerland.


PERSPECTIVES 1: ARTISTS IN THE MATASCI COLLECTION is an exhibition whose purpose is to pay tribute to the art collector Mario Matasci, from Tenero, in Switzerland.

In recent years, the MACT/CACT Contemporary Art in Canton Ticino has striven to keep pace with the changes taking place in cultural policy developments on the southern side of the Alps, regularly tackling the issue of primarily private collecting. In an age when the art market is clearly experiencing a speculative bubble and public museums are encountering enormous difficulties in maintaining their defined role as the Lighthouses of Art, as well as in achieving a more appropriately acute new identity as Museums, never has private collecting been more of a key element in a co-ordinated network between the different public cultural poles, which essentially and in principle retain responsibility for addressing the conservation of our historical cultural heritage and using didactic mechanisms to disseminate it. What approaches should be used, in the framework of this process of change, to reconfigure temporary exhibitions that aim at generating new knowledge and understanding new trends in the field of art, so as to offer them to the museum-going public as a means of intellectual improvement? Private collecting has an enormous responsibility and a significant impact on the amount of works that are acquired, whose high quality is guaranteed by dedication, time, consistency, the love of art and the buying choices made, all qualities that are not always discernible in the system of public institutions.



Ennio Morlotti (1910-1992), Maternità, 1946.
Matasci Art Collection, Switzerland.


Mario Matasci is one of a handful of collectors in Ticino whose story is worth telling and retelling through the medium of an exhibition. His enthusiasm for art started relatively early in life, as he started collecting works and then piecing together a systematic collection and archive to reflect his personal taste and visions. In the process, he mostly followed his own heart and instinct, using them to create a collection that can be described as ‘twin-headed’. Mario Matasci lives in the lands around Locarno on the shores of Lake Maggiore, where some extremely important European artistic trends had taken root from the late nineteenth century to the 1950s, with a special focus on Ascona’s Monte Verità.



Edmondo Dobrzanski (1914-1997), Il cameriere, 1953.
Matasci Art Collection, Switzerland.


Apart from the presence of a few nineteenth-century artists – in particular Filippo Franzoni, fully entitled to be numbered among the exponents of the “Lombard” and “Scapigliato” fin-de-siècle that also developed up at these slightly higher latitudes – and its metastases, Matasci seems to have analysed and concentrated on the historical identities to be found in Ticino, a land that is naturally twin-headed, because of its inability to subscribe completely to a Swiss identity, while at the same time – and not without a degree of difficulty – feeling part of Italian culture. And yet Ticino, a land of artists who are “foreign” (because they hold foreign passports) and/or “estranged”, witnesses (now as in the past) more or less consciously and impotently the osmotic through-traffic of the great names of the visual arts, of literature and of the social sciences of Mitteleuropa. The province has managed to snare very little of all this in its web as it passes through. Many have arrived in Ticino and most have left again, without this avaricious land apparently noticing. Something has remained, however, yet much has been forgotten.



Varlin (Willy Guggenheim, 1900-1977), Sala d'attesa alla funicolare Signal di Losanna, 1944.
Matasci Art Collection, Switzerland.


Mario Matasci is a humble historian also in this sense and it is actually here that we find his farsightedness, the skill that has enabled him to perceive and interpret better than so many others the sometimes embarrassing paradox that still makes this land so evanescent, with its scanty native vocation for culture, and that – as luck would have it – has found itself in the very heart of Europe. This explains why his collection features one section of works coming from an Italian-speaking cultural background and another whose roots go deep into the gloomy Expressionism of the north that has influenced us so strongly, for better or worse.

The MACT/CACT has chosen works by three artists in the collection to show on this occasion: Ennio Morlotti (1910-1992), Varlin (Willy Guggenheim) (1900-1977), almost as though to show that it was possible to appropriate the opposites from north and south, and one artist whose ancestors came from Russia (now Poland)Edmondo Dobrzanski (1914-1997).

Mario Casanova, 2014 [translation Pete Kercher]




Ennio Morlotti (1910-1992), Adda, 1956. Matasci Art Collection, Switzerland.



ANGOLAZIONI 1. ARTISTI DELLA COLLEZIONE D’ARTE MATASCI.
Edmondo Dobrzanski, Ennio Morlotti, Varlin (Willy Guggenheim)

Vernissage Sabato 30 maggio 2015 dalle 17:30

30 maggio – 9 agosto 2015
Ve-sa-do dalle 14:00 alle 18:00



Edmondo Dobrzanski (1914-1997), Carla, 1958.
Matasci Art Collection, Switzerland.


ANGOLAZIONI 1. ARTISTI DELLA COLLEZIONE D’ARTE MATASCI è un’esposizione che intende omaggiare il collezionista d’arte Mario Matasci di Tenero, Svizzera.

Negli ultimi anni il MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino, in ossequio ai cambiamenti in atto per quanto attiene allo sviluppo della politica culturale a sud delle Alpi, affronta regolarmente il tema del collezionismo prevalentemente privato. In un’epoca in cui la bolla speculativa del mercato dell’arte è conclamata e la difficoltà delle istituzioni museali pubbliche di definirsi Faro dell’Arte, così come di meglio acutizzare una nuova identità del Museo, mai come ora il collezionismo privato ridiventa elemento chiave per l’esistenza di una rete coordinata dei differenti poli culturali pubblici, la cui responsabilità rimane fondamentalmente e principalmente quella di rivolgersi alla conservazione del patrimonio storico e alla sua diffusione attraverso meccanismi didattici. Come riconfigurare, all’interno di questo processo di cambiamento, le attività espositive temporanee mirate alle acquisizioni di nuove conoscenze e tendenze in campo artistico da offrire alla crescita intellettuale del pubblico? Il collezionismo privato ha una forte responsabilità e un notevole impatto circa la mole di opere acquistate, la cui alta qualità è garantita dalla dedizione, dal tempo, da coerenza e amore per l’arte e le scelte d’acquisto; qualità, queste, che non sempre sono ordinate nel sistema istituzionale pubblico.



Varlin (Willy Guggenheim, 1900-1977), Wolz al biliardo, 1944.
Matasci Art Collection, Switzerland.


Mario Matasci è uno dei pochi collezionisti in Ticino con una Storia che vale la pena di essere evidenziata attraverso una mostra. Egli si appassiona relativamente presto all’arte, iniziando a raccogliere opere e in seguito a collezionare e schedare sistematicamente il suo gusto e le sue visioni personali. Lo fa seguendo prevalentemente il cuore e l’intuito, con i quali crea una collezione che definiremmo ‘bicefala’. Mario Matasci vive nelle terre attorno al locarnese e al Lago Maggiore, dove dal tardo Ottocento fino agli anni Cinquanta del Novecento si erano radicate correnti artistico-culturali europee estremamente importanti, di cui ricordiamo soprattutto il Monte Verità di Ascona.

Al di là della presenza di alcuni autori dell’Ottocento – in particolare Filippo Franzoni, esponente a pieno titolo di quella ‘fin de siècle’ lombarda e ‘scapigliata’ sviluppatasi anche a queste latitudini – e delle sue metastasi, Matasci sembra analizzare e concentrarsi sulle identità storiche del Ticino, una terra che è naturalmente bicefala per la sua incapacità di fare propria l’identità Elvetica, pur sentendosi contemporaneamente e non senza difficoltà di cultura italiana. Eppure, il Ticino, terra d’artisti ‘stranieri’ (di passaporto) e/o ‘straniati’, è (stato) testimone più o meno consapevole e impotente di fronte al transito osmotico di grandi nomi della Mitteleuropa dell’arte visiva, del collezionismo d’arte, della letteratura e delle scienze sociali. Poco è riuscito a fermarsi nelle trame del setaccio di questa provincia. Molti sono approdati in Ticino, tanti sono ripartiti senza che questa terra avara se ne fosse apparentemente accorta. Qualcosa è rimasto, molto è dimenticato.



Edmondo Dobrzanski (1914-1997), Paesaggio sull'autostrada, 1962.
Matasci Art Collection, Switzerland.


Mario Matasci è un umile interprete della Storia anche in questo senso e proprio in questo aspetto risiede la sua lungimiranza: cioè la sua capacità di avere meglio di altri percepito e letto il talvolta imbarazzante paradosso che ancora rende labile questa terra a scarsa vocazione culturale indigena, e che – per felice fatalità – fu al centro dell’Europa. Ecco, quindi, che la sua collezione presenta una parte di opere culturalmente italofona, e un’altra che affonda, invece, le sue radici nel cupo Espressionismo del Nord e di cui siamo giocoforza intrisi.

Gli artisti che il MACT/CACT ha selezionato dalla collezione Mario Matasci sono tre: Ennio Morlotti (1910-1992), Varlin (Willy Guggenheim) (1900-1977), quasi a testimoniare un’appropriazione degli opposti tra nord e sud, e un autore, le cui antiche origini sono russe (oggi polacche), come Edmondo Dobrzanski (1914-1997).

Mario Casanova, 2014



Ennio Morlotti (1910-1992), Paesaggio, 1957.
Matasci Art Collection, Switzerland.









Guided Tour, Highschool Bellinzona, Prof. Sara Foletti and collector Mario Matasci. Wednesday 27th of May, 2015.
Ph. Pier Giorgio De Pinto © PRO LITTERIS Zürich

















Some visuals before the opening
Ph. Pier Giorgio De Pinto © PRO LITTERIS Zürich



























Guided Tour: ASI Associazione Amici Svizzera-Israele, sezione Ticino. Wednesday 24th of June 2015.
Ph. Pier Giorgio De Pinto © PRO LITTERIS Zürich



















Selezione di foto dell'esposizione / Selection of photos of the exhibition
Ph. Pier Giorgio De Pinto © PRO LITTERIS Zürich
























MACT/CACT Suisse enjoys the financial and cultural support of Republic and Canton of Ticino/Swisslos, City of Bellinzona, Friends of MACT/CACT, the Artists. Special thanks are due to Mario Matasci of the Matasci Art Collection for the loan of works that made this exhibition possible. 


MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino è sostenuto finanziariamente e culturalmente da Repubblica e Cantone del Ticino/Swisslos, Città di Bellinzona, Amici del MACT/CACT, gli Artisti. Un particolare ringraziamento va a Mario Matasci della Collezione d’Arte Matasci per aver reso possibile la realizzazione di questa mostra con il prestito delle opere.








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